Radicalismo in Kosovo – Interrogazione

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-01159

presentato da

DELMASTRO DELLE VEDOVE Andrea

testo di

Mercoledì 9 gennaio 2019, seduta n. 107

DELMASTRO DELLE VEDOVE. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

il Kosovo è una regione dei Balcani che ha proclamato unilateralmente, il 17 febbraio 2008, la sua separazione dal resto della Serbia;

in questi territori la stragrande maggioranza della popolazione è di etnia albanese di fede musulmana, solo il 5 per cento è composto da serbi, soprattutto cristiano-ortodossi;

a febbraio 2018, l’Esercito italiano ha ricevuto dal Patriarca serbo Ireneo un’alta onorificenza «per l’amore dimostrato alla Chiesa Ortodossa Serba e al popolo serbo con particolare riguardo per l’enorme contributo offerto attraverso la protezione e ricostruzione del monastero dei Santi medici Cosma e Damiano a Zociste, del Monastero di Visoki Decani e altri luoghi sacri nella diocesi di Raska e Prizren nonché la franca testimonianza sulla sofferenza del nostro popolo Kosovo e Metohija»;

il monastero di Decani, antico simbolo della cultura serba incluso nella lista dei patrimoni Unesco, è stato più volte bersaglio di attentati negli anni scorsi ed è l’unico che continua a essere presidiato dai militari della missione Nato Kfor (Kosovo force). Gli altri siti religiosi della Chiesa serbo ortodossa sono attualmente affidati alla protezione della polizia kosovara – che è maggiormente di etnia albanese – o addirittura non più vigilati da militari, come per il monastero di Gracanica;

i militari del contingente MNBG-W a guida italiana hanno anche il compito di vigilare e di proteggere il Monastero di Decani in qualità di first responder, ossia primi responsabili della risposta a una situazione di escalation della violenza provocata dall’avvicinamento di una folla ostile in prossimità di un’area particolarmente sensibile;

il Kosovo è il territorio europeo che ha visto partire il maggior numero di foreign fighterunitisi allo Stato islamico, secondo il Governo di Pristina, più di 300 combattenti sono partiti da lì per arrivare in Siria e Iraq;

grazie anche al preziosissimo lavoro dei militari della Kfor, le autorità locali hanno definito una serie di leggi di contrasto al fenomeno e, grazie al favorevole esito delle operazioni della coalizione anti-Isis, il flusso di foreign fighter in uscita è stato azzerato;

il problema attuale è il rischio terroristico derivante da coloro che tornano legalmente in Kosovo, spesso irretiti dalla radicalizzazione legata all’aumento delle scuole coraniche wahhabite e integraliste, fenomeno contrastato da specifici programmi di deradicalizzazione dedicati al reintegro degli ex combattenti;

permangono i tentativi di radicalizzazione, attraverso offerte di denaro, verso la popolazione musulmana in difficoltà economica che non ha mai aderito a condotte radicali, come imporre il velo o avviare i figli alle scuole coraniche radicalizzate;

la regione del Kosovo – Metohija – rappresenta il cuore della civiltà serba. In quella regione si svilupparono gli insediamenti primordiali del popolo serbo e ivi sorsero, nei secoli XIII e XIV, numerosi monasteri ortodossi, custodi delle scritture, delle pitture e della memoria storica del popolo serbo;

tali monasteri sono stati oggetto di atti vandalici e terroristici da parte dell’estremismo schipetaro. Nel 2004 i monasteri cristiano-ortodossi del XII e XIII secolo sono stati bruciati, distrutti, vandalizzati e i cimiteri sono stati profanati, scene che non possono appartenere alla civiltà europea;

quei monasteri per la cultura serba, per la storia serba e per la Chiesa ortodossa, e per tutti i cristiani europei sono di valore inestimabile;

l’Italia può giocare un ruolo fondamentale. I soldati italiani hanno già salvato il monastero di Studenica dalla distruzione e alcune istituzioni italiane vorrebbero operare in Serbia per restaurare gli affreschi danneggiati –:

quale sia la situazione attualmente in essere nella regione del Kosovo, con particolare riferimento alle tensioni religiose e ai rischi per i monasteri ortodossi e alla sicurezza nei luoghi di culto;

quali siano gli intendimenti del Governo in merito alle iniziative di collaborazione con le autorità serbe per il recupero del patrimonio storico-artistico oggetto di atti vandalici da parte del radicalismo islamico.
(5-01159)