Roma 26 giugno 2019

“In questo momento ci sono 187 cristiani sotto scacco rispetto alla legge sulla blasfemia in Pakistan. Perchè parlare del Pakistan? Perchè quello che avviene è una violenza di stato, non una violenza come può essere quella di un gruppo criminale come l’Isis. Noi riteniamo che l’Occidente debba fare tutte le pressioni possibili per abolire la legge sulla blasfemia. Noi dobbiamo subordinare i fondi della cooperazione al significativo progresso nel campo del pluralismo religioso. La libertà di religione è il primo dei diritti”.

Alla conferenza stampa e’ stata ascoltata anche la testimonianza di Paul Bhatti, il fratello del ministro pachistano Shahbaz Bhatti, per le minoranze religiose, assassinato nel 2011. “Come ex ministro a mia volta dico che è giusto parlare di abolizione della legge sulla blasfemia ma questo non risolverebbe comunque il problema della persecuzione contro i cristiani. Il problema è fin nelle scuole che sono state impiantate nel nostro Paese dove si educano i bambini all’odio e ad odiare e uccidere l’altro. Queste scuole sono finanziate da Paesi del Medio Oriente che non vogliono la pace da noi”.

 

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