Biella, 6 febbraio 2019

Il 5 Febbraio presso il Cinema Mazzini di Biella, in collaborazione con Fratelli d’Italia Biella, è stato proiettato “Red Land”, il film che ci racconta la storia delle Foibe attraverso la figura di Norma Cossetto, studentessa in lettere imprigionata, seviziata, violentata ed infine infoibata viva dai partigiani di Tito, nei territori dell’Istria nell’Ottobre del 1943.
Le Foibe sono state un vero e proprio genocidio applicato ai nostri connazionali Italiani che vivevano in Istria, Dalmazia e Venezia-Giulia dal 1943 al 1945 ad opera dei Titini.
I nostri connazionali, come si può vedere nelle scene finali del film, venivano legati a due a due con del fil di ferro obbligati a posizionarsi sul ciglio di una Foiba, conseguentemente sparavano in testa al primo, mentre il secondo veniva trascinato vivo all’ interno della cavità dal peso del compagno morto.
Questa verità storica è stata per molto tempo tenuta nascosta e coperta con del negazionismo, ma ora vedendo il film (se pur con qualche licenza cinematografica) tutto viene alla luce e anche se sembra una cosa così lontana nel tempo, bisogna chiedersi: “Siamo sicuri che la storia non si stia ripetendo?”.
Io credo che il mondo non abbia imparato la lezione…
Nel film si può vedere la scena di una Chiesa Cristiana sottoposta a vilipendio da parte dei partigiani, proprio come succede in Siria ad opera dell’ISIS.
Sempre dal film si intuisce il tema dei milioni di Italiani costretti ad un vero e proprio esodo di massa per non essere infoibati, tema che oggi possiamo riscontrare in Venezuela, che sotto il regime di Maduro ha costretto alla fuga forzata di più di 2 milioni di persone, tra cui nostri connazionali, per non rischiare di morire di fame o di malattie, oppure di venire imprigionati, torturati ed infine giustiziati, in quanto possibili oppositori politici.
Di tutta questa situazione si rende complice col suo silenzio il Ministro degli Esteri, che non riesce nemmeno ad esprimere una parola in favore dei Cristiani di Siria e degli Italiani in Venezuela.

Patrick Peratello

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