Biella, 31 luglio 2018 Le tristi vicissitudini vissute dal nuovo impianto che ha sostituito la storica Funicolare di Biella che per oltre centotrent’anni ha egregiamente collegato Biella Piano a Biella Piazzo non poteva non costituire, almeno inizialmente, una ghiotta occasione di umorismo. Ed in effetti un impianto che, alla vigilia dell’inaugurazione annunciata con clamore, non supera il collaudo fa sorridere. Se poi, “collaudata” e inaugurata”, si ferma ripetutamente con passeggeri a bordo, richiedendo in ogni occasione l’intervento dei Vigili del Fuoco per liberare i malcapitati imprigionati (non fosse che un’utente si è purtroppo anche ferita) fatalmente si cadrebbe nel ridicolo…

E se poi a rendere il tutto ancora più risibile sono le sconsiderate giustificazioni addotte dall’ineffabile Assessore Leone che sostiene essere normale che un impianto nuovo di zecca e costato uno sproposito funzioni solo a metà, pare di assistere a una comica…

Purtroppo però da ridere c’é ben poco e i problemi dell’impianto certificano definitivamente l’incapacitá di questa Amministrazione e i fallimenti che ha inanellato in questi quattro anni al timone della Città.

Fallimenti che partono dall’iniziativa del “Al Center” per il recupero dello stabile un tempo occupato dall’Upim clamorosamente naufragato, passando dall’incapacità di assicurare il dovuto decoro ai Giardini Zumaglini o gestire vicende allarmanti come quelle accadute all’ex-macello o nel parcheggio di Via Arnulfo, per arrivare all’irresponsabile politica ambientale che ha portato a un degrado senza precedenti…

Non c’é da ridere perchè, piaccia o no e vogliano o meno ammetterlo il Sindaco Cavicchioli e il suo Assessore Leone, la loro incapacità si è tradotta in un altro colpo inferto a Biella, alla sua immagine, a un suo simbolo…

Non occorre che l’Assessore si spertichi in inutili spiegazioni che risultano incomprensibili e sono comunque inaccettabili: occorre che assicuri al più presto il ritorno alla piena efficienza dell’impianto e che se ne occupi con la stessa solerzia con la quale ha inopportunamente proceduto alla sua inaugurazione.                                                                

Livia Caldesi

 

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