INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

presentata dall’On. ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE il 20/05/2020 15:09

Al Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale – Per sapere – premesso che:
Un’inchiesta giornalistica pubblicata oggi in contemporanea da “Avvenire” e “The Guardian” lancia
un’accusa senza precedenti alle autorità maltesi ritenute colpevoli, nei giorni di Pasqua, di aver
dirottato un gommone pieno di clandestini dalle proprie acque territoriali verso le coste italiane;
l’inchiesta si basa su materiali ottenuti da varie fonti: filmati, foto, testimonianze concordanti dei
superstiti, verifiche incrociate sulle scarse dotazioni alla partenza dalla costa libica, e quelle
rinvenute all’arrivo, nel porto di Pozzallo;
dopo quattro giorni di traversata 101 clandestini partiti dalla Libia arrivano a Pozzallo. Nelle stesse
ore erano partiti altri tre barconi. Uno finirà per essere protagonista della “Strage di Pasquetta” e
della flotta per i respingimenti ad opera di pescherecci fantasma rivelata da “Avvenire” e su cui a
Malta sono indagati il premier Robert Abela e i vertici delle Forze armate;
I superstiti rintracciati in Sicilia dopo il periodo di quarantena hanno fornito versioni concordanti. Uno
dei superstiti ha raccontato che un militare maltese aveva urlato «Malta è colpita da una grave
malattia. Forse lo sapete: si chiama Coronavirus. I nostri porti sono chiusi e voi non potete entrare».
Davanti all’insistenza del gruppo di profughi, la motovedetta si sarebbe fatta consegnare il telefono
satellitare Thuraya fornito dai trafficanti e un apparecchio gps. «Ce lo hanno restituito dopo avere
riprogrammato la rotta su 0.0.», in direzione Nord dove c’è solo l’Italia;
Al momento di rimettere in moto, il motore “Parsun” di fabbricazione cinese era stato danneggiato,
probabilmente dalle corde lanciate dal pattugliatore maltese. Le autorità maltesi avrebbero montato
sul barcone un “Yamaha 40 hp”. «Ci hanno consegnato il nuovo motore, bottigliette d’acqua e
almeno 60 litri di carburante»;
raccontano inoltre che un militare li aveva rassicurati: «non vogliamo uccidervi e non vogliamo farvi
del male, non vi stiamo minacciando, ma se ci seguite verso l’Italia vi salveremo la vita»;
«Abbiamo fatto come dicevano. Ci avevano dato anche una bussola in una scatola di legno: “seguite
sempre 0.0. e sarete in Italia” ci ripetevano». Il mattino dopo entrano nel porto di Pozzallo. È la
Domenica di Pasqua. Il giorno dopo, sempre da Malta, respingeranno un altro barcone causando la
morte di 12 persone;
le immagini consegnate dai profughi ai giornalisti non lasciano dubbi. In lontananza si vede la costa
maltese, segno che il gommone si trovava a una distanza inferiore alle 12 miglia, il limite delle
acque territoriali. I migranti, dunque, erano già ufficialmente a Malta e non potevano essere allontanati;
Le testimonianze e i video dei telefonini mostrano come a bordo non vi fosse nient’altro che alcune
taniche per rifornire il motore con cui i trafficanti libici avevano messo in mare il barcone, un
fuoribordo cinese “Parsun Power” da 60 hp e nessun motore di riserva. A Pozzallo, però, il gommone
grigio arrivò spinto da un Yahama da 40 hp;
le prove raccolte da questa inchiesta costituiscono un atto d’accusa senza precedenti. Malta è parte
dell’Unione Europea e non può in alcun modo tenere comportamenti del genere e restare impunita;
se il Governo sia a conoscenza di quanto denunciato da Avvenire e se ritenga di voler denunciare, in
sede di Consiglio e Consiglio Europeo, il comportamento delle Autorità maltesi in violazione del
diritto internazionale e del diritto europeo;

On. ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE

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